… non l’ho detto io, l’ha detto Mastella… e c’è scritto anche su Repubblica, e se c’è scritto li vuol dire che è “VERO”.
Che succede con Di Pietro?
(Si avvicinano Schifani e Vizzini) “Se non passa la legge si blocca tutto. Di Pietro spieghi a Prodi le ragioni. Altrimenti l’Udeur presenta una mozione di sfiducia contro di lui. Non può pensare che farò passare i suoi provvedimenti. Quelli sono morti. Avete capito? Morti. Quante volte avrei potuto parlare di Abertis? Non l’ho mai fatto perché io mi faccio i fatti miei“.
Questa non gliela perdona?
(Confabula coi sottosegretari Scotti e Maritati) “Usque tandem Catilina abutere patientia nostra? La mia, di pazienza, è finita. Finita capito? Mi sono rotto i coglioni“.
Prego?
(Alza la voce) “Mi sono rotto i coglioni. Ora basta“.
Sì, ma adesso?
(Scende le scale del Senato) “C’è una sola parola da dire: è la crisi“.
Crisi?
(Saluta i commessi) “In trent’anni di vita politica ho fatto il ministro solo per quattro. Per me la politica è una scienza e chi la deturpa come Di Pietro mi infastidisce. Il suo è stato un ricatto all’assemblea e al centrosinistra”.
Ricatto è una parola forte.
(Squilla il telefonino. È Prodi) “Quello fa il moralista, ma è un ricattatore. Ha detto ai suoi di votare contro. Questa non è una battaglia politica come l’indulto. Quello va contro i magistrati. Così si va oltre il 28 ottobre e dovranno scegliere se fare il giudice o il pm. Mi crea problemi con loro“.
Prodi che le ha detto?
(Alla Camera ascolta Fabris) “Mi ha detto che è accaduto un fatto grave. Ed è chiaro che non si può andare avanti così. La maggioranza non può essere una fisarmonica che si stringe o si allarga a seconda delle circostanze”.
Postato in: Politica italiana
Dio quanto adoro Mastellone…