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	<title>Commenti per Verde Rame</title>
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	<description>Libertà, democrazia, civiltà.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 04 Jun 2008 07:37:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su Visco, l&#8217;uomo delle tasse di paolo</title>
		<link>http://verderame.wordpress.com/2006/10/31/visco-luomo-delle-tasse/#comment-821</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 07:37:42 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno,
dunque Visco, l&#039;uomo delle tasse perchè ha rimesso in asse una baracca massacrata dai condoni di 5 anni di Berlusconi e dal calo drammatico dell&#039;avanzo primario; Visco dracula perchè pensava ad una patrimoniale sui redditi esagerati...e Tremonti, invece, Robin Hood perchè mette una tassa ai petrolieri....che differenza passa fra la patrimoniale e una &quot;Robin Tax&quot;? (che solo il nome fa ridere)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno,<br />
dunque Visco, l&#8217;uomo delle tasse perchè ha rimesso in asse una baracca massacrata dai condoni di 5 anni di Berlusconi e dal calo drammatico dell&#8217;avanzo primario; Visco dracula perchè pensava ad una patrimoniale sui redditi esagerati&#8230;e Tremonti, invece, Robin Hood perchè mette una tassa ai petrolieri&#8230;.che differenza passa fra la patrimoniale e una &#8220;Robin Tax&#8221;? (che solo il nome fa ridere)</p>
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	<item>
		<title>Commenti su L&#8217;analfabeta politico di Ettore</title>
		<link>http://verderame.wordpress.com/2006/09/07/lanalfabeta-politico/#comment-820</link>
		<dc:creator>Ettore</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 May 2008 19:23:22 +0000</pubDate>
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		<description>Uso spesso questa citazione di Brecht, nel primo accostamento all&#039;impegno socio-politico per  la diocesi per la quale volontariamente offro il mio servizio. Nel primo impatto mette a nudo le caratteristiche del gruppo - ed i suoi limiti - col quale mi appresto a lavorare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Uso spesso questa citazione di Brecht, nel primo accostamento all&#8217;impegno socio-politico per  la diocesi per la quale volontariamente offro il mio servizio. Nel primo impatto mette a nudo le caratteristiche del gruppo &#8211; ed i suoi limiti &#8211; col quale mi appresto a lavorare.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su L&#8217;analfabeta politico di ALFA</title>
		<link>http://verderame.wordpress.com/2006/09/07/lanalfabeta-politico/#comment-817</link>
		<dc:creator>ALFA</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 15:51:33 +0000</pubDate>
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		<description>Il peggior analfabeta 
è l&#039;analfabeta politico. 
Egli non ascolta, non parla 
né partecipa agli avvenimenti politici. 

Non sa che il costo della vita, 
il prezzo dei fagioli, del pesce, 
della farina, dell&#039; affitto, delle scarpe 
e delle medicine 
dipendono dalle decisioni politiche. 

Un analfabeta politico è tanto animale 
Che si inorgoglisce e gonfia il petto 
Nel dire che odia la politica. 

Non sa l&#039;imbecille che 
Dalla sua ignoranza politica proviene 
la prostituta, il minore abbandonato, 
il rapinatore ed il peggiore di tutti i banditi, 
che è il politico disonesto, 
ingannatore e corrotto, 
leccapiedi delle imprese nazionali e 
multinazionali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il peggior analfabeta<br />
è l&#8217;analfabeta politico.<br />
Egli non ascolta, non parla<br />
né partecipa agli avvenimenti politici. </p>
<p>Non sa che il costo della vita,<br />
il prezzo dei fagioli, del pesce,<br />
della farina, dell&#8217; affitto, delle scarpe<br />
e delle medicine<br />
dipendono dalle decisioni politiche. </p>
<p>Un analfabeta politico è tanto animale<br />
Che si inorgoglisce e gonfia il petto<br />
Nel dire che odia la politica. </p>
<p>Non sa l&#8217;imbecille che<br />
Dalla sua ignoranza politica proviene<br />
la prostituta, il minore abbandonato,<br />
il rapinatore ed il peggiore di tutti i banditi,<br />
che è il politico disonesto,<br />
ingannatore e corrotto,<br />
leccapiedi delle imprese nazionali e<br />
multinazionali.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su L&#8217;analfabeta politico di Felicia Violi</title>
		<link>http://verderame.wordpress.com/2006/09/07/lanalfabeta-politico/#comment-813</link>
		<dc:creator>Felicia Violi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 23:03:51 +0000</pubDate>
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		<description>interessante questa pagina
saluti e auguri, ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>interessante questa pagina<br />
saluti e auguri, ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Come scrivere un blog di sinistra&#8230; di lemin olld</title>
		<link>http://verderame.wordpress.com/2006/10/03/come-scrivere-un-blog-di-sinistra/#comment-745</link>
		<dc:creator>lemin olld</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Sep 2007 20:33:37 +0000</pubDate>
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		<description>From: &quot;Chirillo Salvatore&quot; salvatore.chirillo@giustizia.itTo: o_lemine.@hotmail.com Subject: persecuzione Date: Fri, 23 Nov 2001 10:30:31 +0100 
Gentile Signore La ringraziamo per aver voluto condividere con noi Le sue idee in merito alla tematica che ci ha esposto con una comprensibile vena critica. Come sicuramente comprenderà non ci è possibile entrare nel merito delle Sue osservazioni. La invitiamo comunque a continuare, se lo vorrà, a contattarci. 
Cordiali Saluti 
Servizio Relazioni col Pubblico Ministero della Giustizia 
-------------------------------- 
Questo era la risposta del ministero della giustizia alla mia richiesta d’intervento nel 2001 per ripristinare la legge in questa vicenda d’ingiustizia e violenza di stato che proseguiva del 1990. Credevo che lo stato fosse in grado di fare la cosa giusta come si credeva, ma sono rimasto deluso come la delusione che ho digerito, quando ho scoperto che, molti di chi sosteneva l’affermazione della giustizia, il rispetto della legge, diritti umani e civili nel mondo dello stato, non erano interessati al mio caso, perché i miei persecutori erano operatori dello stato, molto potenti e temuti! Tutto quello mi è stato fatto di male in questa storia l&#039;ho pagato, perchè ho deciso di non farmi vendere come mi è stato chiesto di fare per salvarmi, ma nello stesso momento sapevo che lo pagherò molto caro, soprattutto a livello umano! Sono passati otto ministeri di giustizia e degli interni, ma nessuno di loro detto una parola al terribile comandante dei servizi segreti romani, Lussese Vincenzo con condividevano il ministero della giustizia o hanno avviato un’inchiesta per stabilire la verità come si faceva nei paesi seri e civili! Qualcuno potrebbe credere che alcuni operatori dello stato agissero con tempestività, quando si tratta di fare la cosa giusta in certe situazioni, ma la verità è un’altra, soprattutto se ritratta di tutelare i loro interessi personali come successo nel caso e altri casi che sono rimasti nascosti!   Per questo non chiedevo più l’intervento di nessuno, soprattutto in questa parte della storia in cui si è coperta la verità che fa male e i sospetti con cui si legittimava violenza di stato e il banchetto miliardario si sono limitati ad un disperato tentativo per giustificare la stupidità dei furbi! 
 Si sapeva tutto riguardo violenza di stato e il banchetto miliardario dagli operatori dello stato infedeli o malvagi, perché la vicenda si gestiva sotto i riflettori da molti anni! Gli operatori della giustizia e la politica che dovevano intervenire per fare la cosa giusta come promettevano pubblicamente sempre che abbiano chiuso un occhio favorendo i miei persecutori per evitare che, gli italiani per bene e gli stranieri scoprano la verità in questa terribile storia! La verità conferma l’iniquità  del sistema con cui si legittimava, per questo motivo i membri dei poteri privati e affaristi che operavano contro l’interesse comune usando lo stato e i suoi beni, si sono alleati per  combattere una guerra vera e propria sperando di liberarsi di me in modo illegale e favore sistemi e meccanismi ingiusti, nonché dannosi per la società! In credibile ma vero! Vedi:www.lemin.splinder.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>From: &#8220;Chirillo Salvatore&#8221; <a href="mailto:salvatore.chirillo@giustizia.itTo">salvatore.chirillo@giustizia.itTo</a>: <a href="mailto:o_lemine.@hotmail.com">o_lemine.@hotmail.com</a> Subject: persecuzione Date: Fri, 23 Nov 2001 10:30:31 +0100<br />
Gentile Signore La ringraziamo per aver voluto condividere con noi Le sue idee in merito alla tematica che ci ha esposto con una comprensibile vena critica. Come sicuramente comprenderà non ci è possibile entrare nel merito delle Sue osservazioni. La invitiamo comunque a continuare, se lo vorrà, a contattarci.<br />
Cordiali Saluti<br />
Servizio Relazioni col Pubblico Ministero della Giustizia<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
Questo era la risposta del ministero della giustizia alla mia richiesta d’intervento nel 2001 per ripristinare la legge in questa vicenda d’ingiustizia e violenza di stato che proseguiva del 1990. Credevo che lo stato fosse in grado di fare la cosa giusta come si credeva, ma sono rimasto deluso come la delusione che ho digerito, quando ho scoperto che, molti di chi sosteneva l’affermazione della giustizia, il rispetto della legge, diritti umani e civili nel mondo dello stato, non erano interessati al mio caso, perché i miei persecutori erano operatori dello stato, molto potenti e temuti! Tutto quello mi è stato fatto di male in questa storia l&#8217;ho pagato, perchè ho deciso di non farmi vendere come mi è stato chiesto di fare per salvarmi, ma nello stesso momento sapevo che lo pagherò molto caro, soprattutto a livello umano! Sono passati otto ministeri di giustizia e degli interni, ma nessuno di loro detto una parola al terribile comandante dei servizi segreti romani, Lussese Vincenzo con condividevano il ministero della giustizia o hanno avviato un’inchiesta per stabilire la verità come si faceva nei paesi seri e civili! Qualcuno potrebbe credere che alcuni operatori dello stato agissero con tempestività, quando si tratta di fare la cosa giusta in certe situazioni, ma la verità è un’altra, soprattutto se ritratta di tutelare i loro interessi personali come successo nel caso e altri casi che sono rimasti nascosti!   Per questo non chiedevo più l’intervento di nessuno, soprattutto in questa parte della storia in cui si è coperta la verità che fa male e i sospetti con cui si legittimava violenza di stato e il banchetto miliardario si sono limitati ad un disperato tentativo per giustificare la stupidità dei furbi!<br />
 Si sapeva tutto riguardo violenza di stato e il banchetto miliardario dagli operatori dello stato infedeli o malvagi, perché la vicenda si gestiva sotto i riflettori da molti anni! Gli operatori della giustizia e la politica che dovevano intervenire per fare la cosa giusta come promettevano pubblicamente sempre che abbiano chiuso un occhio favorendo i miei persecutori per evitare che, gli italiani per bene e gli stranieri scoprano la verità in questa terribile storia! La verità conferma l’iniquità  del sistema con cui si legittimava, per questo motivo i membri dei poteri privati e affaristi che operavano contro l’interesse comune usando lo stato e i suoi beni, si sono alleati per  combattere una guerra vera e propria sperando di liberarsi di me in modo illegale e favore sistemi e meccanismi ingiusti, nonché dannosi per la società! In credibile ma vero! Vedi:www.lemin.splinder.com</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Freddie Mercury rinnegato in patria, ‘E’ una vergogna per l’Islam’ di alfa49</title>
		<link>http://verderame.wordpress.com/2006/09/04/freddie-mercury-rinnegato-in-patria-%e2%80%98e%e2%80%99-una-vergogna-per-l%e2%80%99islam%e2%80%99/#comment-571</link>
		<dc:creator>alfa49</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jun 2007 18:13:40 +0000</pubDate>
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		<description>rob de matt</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>rob de matt</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Onore agli Eroi di Lepanto di stefano</title>
		<link>http://verderame.wordpress.com/2006/10/07/onore-agli-eroi-di-lepanto/#comment-377</link>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2007 18:27:04 +0000</pubDate>
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		<description>Luciano says scusami, ma non è del Veronesi il dipinto della Battaglia di lepanto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Luciano says scusami, ma non è del Veronesi il dipinto della Battaglia di lepanto?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Visco, l&#8217;uomo delle tasse di a la argentina</title>
		<link>http://verderame.wordpress.com/2006/10/31/visco-luomo-delle-tasse/#comment-356</link>
		<dc:creator>a la argentina</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Apr 2007 18:53:40 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;a la argentina&lt;/strong&gt;

Visco, l&#039;uomo delle tasse « Verde Rame</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>a la argentina</strong></p>
<p>Visco, l&#8217;uomo delle tasse « Verde Rame</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Onore agli Eroi di Lepanto di stefano</title>
		<link>http://verderame.wordpress.com/2006/10/07/onore-agli-eroi-di-lepanto/#comment-342</link>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2007 07:44:51 +0000</pubDate>
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		<description>Una scelta quella di togliere il quadro forse non casuale... è accaduto proprio quando il consiglio regionale del VENETO ha votato all&#039;unanimità riconoscendo la lingua VENETA come lingua ufficiale di un popolo. Proprio in quei giorni Napolitano era in visita proprio in Veneto e parlava di necessità di FEDERALISMO, appena rientrò a Roma con decreto flash fece riconoscere la lingua italiana come la sola ed ufficiale dello Stato, Bertinotti fece il passo successivo tegliendo il quadro, offendendo la storia della Repubblica Serenissima, dell&#039;Italia tutta, ma quel che più appare è una forte azione razzista nei confronti del popolo Veneto... se non ci volete lasciateci andare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una scelta quella di togliere il quadro forse non casuale&#8230; è accaduto proprio quando il consiglio regionale del VENETO ha votato all&#8217;unanimità riconoscendo la lingua VENETA come lingua ufficiale di un popolo. Proprio in quei giorni Napolitano era in visita proprio in Veneto e parlava di necessità di FEDERALISMO, appena rientrò a Roma con decreto flash fece riconoscere la lingua italiana come la sola ed ufficiale dello Stato, Bertinotti fece il passo successivo tegliendo il quadro, offendendo la storia della Repubblica Serenissima, dell&#8217;Italia tutta, ma quel che più appare è una forte azione razzista nei confronti del popolo Veneto&#8230; se non ci volete lasciateci andare&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Onore agli Eroi di Lepanto di Luciano</title>
		<link>http://verderame.wordpress.com/2006/10/07/onore-agli-eroi-di-lepanto/#comment-334</link>
		<dc:creator>Luciano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2007 19:28:43 +0000</pubDate>
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		<description>INPS:  previdenza al tramonto

L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, come tutti sanno, venne costituito durante il Ventennio, assieme ad altri Soggetti di diritto pubblico con analoghi scopi solidaristici, ma col passare del tempo ha visto ampliare le proprie competenze, e quindi le proprie strutture, fino a diventare un’Azienda dalle dimensioni pletoriche. Oggi, con oltre 20 milioni di assicurati e 32 mila dipendenti, che comportano un monte stipendi pari a 2,2 miliardi di euro in ragione annua, l’INPS non ha rivali nel pur cospicuo mondo del parastato, ed ha finito per diventare un centro di potere, davvero di prima grandezza.

Un organo di stampa come “L’Espresso” del 15 marzo 2007, non certo in odore di simpatie destrorse, ha pubblicato un documentato e dettagliato servizio sui fasti dell’Istituto, con particolare riguardo agli sperperi ed alle distrazioni di risorse pubbliche che ne derivano, in palese scostamento, bisogna aggiungerlo, dal ruolo istituzionale di assistenza e di servizio a favore delle categorie più deboli, ed in primo luogo a quelle dei pensionati e degli invalidi. Basti pensare che, come ha scritto Giuliano Cazzola, Presidente del Collegio dei Revisori, il numero di coloro a cui vengono corrisposti emolumenti per la partecipazione ai lavori delle Commissioni nazionali, regionali e provinciali, assomma a 6.222, con una spesa che ha raggiunto 13,5 milioni di euro, e che si traduce in flussi finanziari a vantaggio precipuo di sindacalisti e compagni di viaggio, che di quelle Commissioni, pronte a riunirsi almeno “18 mila volte” all’anno (comportando spese di trasferta per un altro milione e mezzo di euro) sono componente notoriamente fondamentale.

Questo fiume di denaro, in buona sostanza, potrebbe diventare un ruscello senza pregiudizi di sorta, ed anzi, incrementando le disponibilità finanziarie da destinare agli scopi di base. Va da sé che la prassi descritta, pur politicamente e moralmente opinabile, potrebbe essere accettata in via di correntezza se l’INPS garantisse livelli di normale funzionalità, improntati alla diligenza media del buon padre di famiglia. Purtroppo non è così.

L’esperienza quotidiana dimostra che le lungaggini burocratiche sono sempre più gravi, e tanto più intollerabili, in quanto si traducono in danni e prevaricazioni a danno di persone anziane, che nella maggior parte dei casi non sono in grado di tutelare i propri interessi legittimi. A ciò contribuisce, tra l’altro, la sovrapposizione di controlli e verifiche da parte di altri Soggetti pubblici, cosa che sottolinea un evidente concorso di responsabilità da parte del momento legislativo o regolamentare, e ribadisce le condizioni di sudditanza funzionale e psicologica in cui versano gli aventi causa. Basti pensare che persino a Milano occorrono parecchi mesi, quando va bene, per ottenere un assegno di accompagnamento anche da parte di invalidi totali, per non parlare delle traversie spesso annose con cui bisogna confrontarsi per una semplice ricostituzione pensionistica.

Qualcuno obietterà che esistono i Patronati, e che la loro assistenza dovrebbe essere prestata a titolo gratuito, come lo stesso Istituto si preoccupa di notificare nelle comunicazioni ufficiali a chi dovrebbe assistere, a fronte di diritti che invece vengono pervicacemente negati, talvolta a fronte di un cavillo interpretativo di questa o di quella legge. Sta di fatto che anche i Patronati sono espressione diretta dell’uno o dell’altro Sindacato, ed almeno indirettamente, dell’una o dell’altra forza politica, e che la loro lettura di disposizioni spesso farraginose o pletoriche, incomprensibili agli interessati, finisce per essere contigua a quella dell’INPS: con tanti saluti, appunto, ad una benintesa previdenza, ed agli scopi per cui ottant’anni fa si era data vita all’Istituto.

Sappiamo benissimo che il progressivo avanzamento dell’età media di sopravvivenza comporta problemi di politica previdenziale che non possono prescindere da esigenze di finanza pubblica, e dal fatto che l’imposizione fiscale ha raggiunto livelli ormai invalicabili, ma ciò non toglie che sia legittimo, e moralmente sacrosanto, pretendere che in un Paese come l’Italia, in cui la contribuzione previdenziale è caratterizzata da incidenze massime rispetto a quelle altrui, i servizi resi siano proporzionali ai sacrifici imposti.




E’ palesemente ingiusto che, a fronte di oneri indiretti tali da raddoppiare il costo del lavoro, le prestazioni previdenziali, in un numero crescente di casi, non permettano nemmeno di mettere d’accordo il pranzo con la cena, e che il potere d’acquisto delle pensioni di ogni ordine e grado, a parte gli effetti rivenienti dalle note vicende monetarie, venga ulteriormente eliso dal foraggiamento di strutture burocratiche in paradossale, ulteriore espansione. Ed è altrettanto ingiusto, ma nella fattispecie, anche piuttosto sorprendente, vedere che l’opposizione, come ha constatato “L’Espresso” e come capita di verificare nell’esperienza quotidiana, “sta alla finestra”.

Se è vero che il grado di civiltà di un Paese si misura, in primo luogo, sulla base della politica per le classi più deboli, e quindi, per la fascia più anziana della popolazione, il cui potere contrattuale è ridotto tendenzialmente a zero, il tramonto della previdenza colloca l’Italia, anche per questo aspetto, in una posizione di malinconica retroguardia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>INPS:  previdenza al tramonto</p>
<p>L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, come tutti sanno, venne costituito durante il Ventennio, assieme ad altri Soggetti di diritto pubblico con analoghi scopi solidaristici, ma col passare del tempo ha visto ampliare le proprie competenze, e quindi le proprie strutture, fino a diventare un’Azienda dalle dimensioni pletoriche. Oggi, con oltre 20 milioni di assicurati e 32 mila dipendenti, che comportano un monte stipendi pari a 2,2 miliardi di euro in ragione annua, l’INPS non ha rivali nel pur cospicuo mondo del parastato, ed ha finito per diventare un centro di potere, davvero di prima grandezza.</p>
<p>Un organo di stampa come “L’Espresso” del 15 marzo 2007, non certo in odore di simpatie destrorse, ha pubblicato un documentato e dettagliato servizio sui fasti dell’Istituto, con particolare riguardo agli sperperi ed alle distrazioni di risorse pubbliche che ne derivano, in palese scostamento, bisogna aggiungerlo, dal ruolo istituzionale di assistenza e di servizio a favore delle categorie più deboli, ed in primo luogo a quelle dei pensionati e degli invalidi. Basti pensare che, come ha scritto Giuliano Cazzola, Presidente del Collegio dei Revisori, il numero di coloro a cui vengono corrisposti emolumenti per la partecipazione ai lavori delle Commissioni nazionali, regionali e provinciali, assomma a 6.222, con una spesa che ha raggiunto 13,5 milioni di euro, e che si traduce in flussi finanziari a vantaggio precipuo di sindacalisti e compagni di viaggio, che di quelle Commissioni, pronte a riunirsi almeno “18 mila volte” all’anno (comportando spese di trasferta per un altro milione e mezzo di euro) sono componente notoriamente fondamentale.</p>
<p>Questo fiume di denaro, in buona sostanza, potrebbe diventare un ruscello senza pregiudizi di sorta, ed anzi, incrementando le disponibilità finanziarie da destinare agli scopi di base. Va da sé che la prassi descritta, pur politicamente e moralmente opinabile, potrebbe essere accettata in via di correntezza se l’INPS garantisse livelli di normale funzionalità, improntati alla diligenza media del buon padre di famiglia. Purtroppo non è così.</p>
<p>L’esperienza quotidiana dimostra che le lungaggini burocratiche sono sempre più gravi, e tanto più intollerabili, in quanto si traducono in danni e prevaricazioni a danno di persone anziane, che nella maggior parte dei casi non sono in grado di tutelare i propri interessi legittimi. A ciò contribuisce, tra l’altro, la sovrapposizione di controlli e verifiche da parte di altri Soggetti pubblici, cosa che sottolinea un evidente concorso di responsabilità da parte del momento legislativo o regolamentare, e ribadisce le condizioni di sudditanza funzionale e psicologica in cui versano gli aventi causa. Basti pensare che persino a Milano occorrono parecchi mesi, quando va bene, per ottenere un assegno di accompagnamento anche da parte di invalidi totali, per non parlare delle traversie spesso annose con cui bisogna confrontarsi per una semplice ricostituzione pensionistica.</p>
<p>Qualcuno obietterà che esistono i Patronati, e che la loro assistenza dovrebbe essere prestata a titolo gratuito, come lo stesso Istituto si preoccupa di notificare nelle comunicazioni ufficiali a chi dovrebbe assistere, a fronte di diritti che invece vengono pervicacemente negati, talvolta a fronte di un cavillo interpretativo di questa o di quella legge. Sta di fatto che anche i Patronati sono espressione diretta dell’uno o dell’altro Sindacato, ed almeno indirettamente, dell’una o dell’altra forza politica, e che la loro lettura di disposizioni spesso farraginose o pletoriche, incomprensibili agli interessati, finisce per essere contigua a quella dell’INPS: con tanti saluti, appunto, ad una benintesa previdenza, ed agli scopi per cui ottant’anni fa si era data vita all’Istituto.</p>
<p>Sappiamo benissimo che il progressivo avanzamento dell’età media di sopravvivenza comporta problemi di politica previdenziale che non possono prescindere da esigenze di finanza pubblica, e dal fatto che l’imposizione fiscale ha raggiunto livelli ormai invalicabili, ma ciò non toglie che sia legittimo, e moralmente sacrosanto, pretendere che in un Paese come l’Italia, in cui la contribuzione previdenziale è caratterizzata da incidenze massime rispetto a quelle altrui, i servizi resi siano proporzionali ai sacrifici imposti.</p>
<p>E’ palesemente ingiusto che, a fronte di oneri indiretti tali da raddoppiare il costo del lavoro, le prestazioni previdenziali, in un numero crescente di casi, non permettano nemmeno di mettere d’accordo il pranzo con la cena, e che il potere d’acquisto delle pensioni di ogni ordine e grado, a parte gli effetti rivenienti dalle note vicende monetarie, venga ulteriormente eliso dal foraggiamento di strutture burocratiche in paradossale, ulteriore espansione. Ed è altrettanto ingiusto, ma nella fattispecie, anche piuttosto sorprendente, vedere che l’opposizione, come ha constatato “L’Espresso” e come capita di verificare nell’esperienza quotidiana, “sta alla finestra”.</p>
<p>Se è vero che il grado di civiltà di un Paese si misura, in primo luogo, sulla base della politica per le classi più deboli, e quindi, per la fascia più anziana della popolazione, il cui potere contrattuale è ridotto tendenzialmente a zero, il tramonto della previdenza colloca l’Italia, anche per questo aspetto, in una posizione di malinconica retroguardia.</p>
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